Formato 15 x 20 cm, 200 pagine.

Il Lettering nel Cinema Sperimentale, copertina

Prefazione di Francesco Ciaponi

Pagine interne di Il Lettering nel Cinema Sperimentale: fotogrammi e analisi da Napoléon (1927) a The Life and Death of 9413: a Hollywood Extra (1928)

Pagine interne di Il Lettering nel Cinema Sperimentale: fotogrammi e analisi da L'Homme du Large (1920)

Il lettering nei film di Kenneth Anger: da Fireworks e Puce Moment a Eaux d’Artifice, Inauguration of the Pleasure Dome e Kustom Kar Kommandos.

Decoder (1984): il lettering dei titoli, tra caratteri monumentali e sequenze in movimento

Rythmetic (1956) e New York Lightboard (1961): numeri e lettere diventano protagonisti dell’animazione di Norman McLaren

Abstract in Concrete: le insegne luminose di Times Square diventano un gioco di lettere, riflessi e sovrapposizioni

Decoder (1984): dettaglio del titolo, con grandi lettere azzurre su fondo nero

Eros: lettere rosse dalle forme allungate e spigolose, da The Forbidden Room (2015) di Guy Maddin

L’Inhumaine (1924) di Marcel L’Herbier: il lettering delle didascalie dialoga con le immagini e le scenografie d’avanguardia

The Alphabet (1968) di David Lynch: le lettere dell’alfabeto diventano presenze inquietanti, tra animazione e riprese dal vero
The Green Fog (2017) di Guy Maddin: un collage di cinema e televisione in cui i titoli dei film diventano la presentazione del cast

I film pubblicitari di Walter Ruttmann: lettere, forme geometriche e colori tra sperimentazione e comunicazione commerciale

Il glossario tipografico: termini e illustrazioni per orientarsi tra lettering, caratteri, glifi e composizione
Il progetto DA-editoria di design-associati prosegue con il terzo volume della collana “Tipografia & Lettering”, una raccolta di saggi che esplora diversi ambiti della comunicazione visiva.
Dopo Biglietti da Visita nel Cinema e Il Lettering nei Padiglioni dei Giardini della Biennale di Venezia, si torna alla settima arte con Il Lettering nel Cinema Sperimentale, di Ariel Brandolini.
Cosa hanno in comune Robert Wiene, Walter Ruttmann, Marcel Duchamp, Len Lye, Norman McLaren, il collettivo Fluxus e Kenneth Anger? Esperienze e linguaggi diversi, nei quali anche le lettere diventano protagoniste dello schermo. Segni che si deformano, si muovono, interagiscono con la scena: cosa succede quando una parola smette di essere soltanto letta e diventa parte dell’azione?
Con una prefazione di Francesco Ciaponi, il saggio indaga il valore concettuale e formale del lettering e il suo rapporto con le immagini e il contenuto dei film. Dai titoli alle didascalie, una raccolta di fotogrammi e analisi accompagna il lettore attraverso le avanguardie del Novecento e il cinema underground, mettendo a fuoco le possibilità espressive delle lettere e il loro contributo alla sperimentazione cinematografica.
Il volume si articola in un Primo tempo, un Entr’acte e un Secondo tempo, riprendendo nella struttura il linguaggio del cinema. Completano il percorso una bibliografia, un glossario tipografico e una Scena nascosta.
Un nuovo capitolo di una collana atipica, nata per osservare la tipografia e il lettering in ambiti di ricerca poco esplorati, seguendo le lettere anche fuori dalla pagina.